CENTRO PADRE PINO PUGLISI BOSCO DI BOVALINO (RC)


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Appunti spiritualità

Fraternità

APPUNTI DI SPIRITUALITA' PER LAICI



Perché una spiritualità

Ogni cristiano è chiamato ad accogliere e far proprio il Vangelo di Gesù Cristo
nella propria vita. Ciò è possibile aprendosi all'azione dello Spirito Santo che " ci guida alla verità tutta intera" e
Spiritualità significa pertanto vivere la vita quotidiana lasciandosi guidare dallo Spirito di Dio
che è sempre all'opera e plasma di sé le persone, i gesti, le situazioni. Diventa uomo e donna spirituale colui e colei che sanno decidersi per fare di questa presenza, misteriosa e coinvolgente, il senso della propria vita, il motivo di riferimento di ogni scelta, il fondamento della speranza.
Sappiamo che lo Spirito è creativo e non si ripete: ecco perché suscita continuamente nella Chiesa diverse spiritualità, che pur avendo il medesimo fine di far giungere alla piena maturità di Cristo, fa perseguire tale fine mettendo a fuoco un aspetto particolare dell'infinito mistero di Gesù Cristo.
Nello specifico, la spiritualità che si qualifica come "spiritualità del Buon Samaritano", altro non è che la chiamata dello Spirito a vivere la propria esistenza fissando lo sguardo a questo particolare volto di Gesù, così come si evidenzia nella parabola da Lui stesso raccontata.
Fare propri i sentimenti, gli atteggiamenti, i gesti concreti di Gesù Buon Samaritano vuol dire allora testimoniare l'amore di Dio nel servizio ai fratelli, guidati costantemente dall'icona evangelica meditata e portata impressa nel proprio cuore.


Come nasce la spiritualità del Buon Samaritano

Nell'agosto dell'anno 2001, alcune persone ispirate dallo Spirito, hanno avvertito dentro la chiamata a farsi prossimo dei feriti del nostro tempo, dando vita ad una nuova esperienza di consacrazione nella diocesi di Locri- Gerace, sotto lo sguardo e il sostegno paterno del vescovo di detta diocesi, mons. GianCarlo Maria Bregantini.
La piccola Fraternità ha ritrovato nella parabola del Buon Samaritano la propria chiamata a seguire Cristo, riconoscendo in essa il carisma che lo Spirito le affidava.
La Regola di Vita e lo Statuto approvati dal Vescovo della diocesi, confermano che l'ispirazione a vivere la spiritualità del Buon Samaritano è via di perfezione cristiana per quanti si sentono chiamati dallo Spirito a farla propria.
Fin dall'inizio la Fraternità ha sentito di non trattenere per sé il dono ricevuto ma condividerlo con altri fratelli e sorelle laici che pur non essendo chiamati ad una vita di consacrazione religiosa, potessero vivere la stessa spiritualità del Buon Samaritano, nel proprio stato di vita, collaborando all'estensione del Regno di Dio, testimoniando il volto compassionevole e misericordioso di Cristo.
Riportiamo di seguito i riferimenti alla Regola e allo Statuto della Fraternità che indicano l'apertura ai laici e il nucleo essenziale della spiritualità propria.

Dallo Statuto:

Art. 4 - Comunione e collaborazione con i laici
L'Associazione, convinta dell'importanza e della complementarietà delle diverse vocazioni nella Chiesa, mira ad instaurare rapporti di significativa collaborazione con i laici, per condividere con essi spiritualità e missione, prevedendo a tale scopo opportuni itinerari formativi.
La certezza dell'arricchimento reciproco pur nelle diverse scelte di vita, fa sperare in una fruttuosa corresponsabilità.

Dalla Regola Di Vita:

Art. 2; 3 - Come Gesù Buon Samaritano, ci sentiamo inviati a passare accanto ad ogni fratello che soffre, piegandoci sulle sue ferite, manifestando il volto compassionevole del Padre e il dono della sua consolazione.
La sequela di Cristo "Buon samaritano" ci spinge ad assumere uno stile di missione che possiamo definire spiritualità della strada, attenti e sensibili nel cogliere in profondità ogni domanda umana, morale, spirituale presente in coloro che avviciniamo; pronti a fare di ogni incontro con l'altro un dono, "passando dall'occasionale al provvidenziale", esprimendo così la passione di Dio per l'uomo.

Al fine di rendere presente e concreta l'umanità di Cristo, l'Associazione si fa trasparenza del Suo cuore compassionevole. L'amore del Samaritano è:
? universale, perché va al di là di ogni discriminazione di razza, di nazionalità ecc…Va oltre gli aspetti esterni. Egli pensa alla dignità dell'uomo in sé.
? oblativo, ossia paga di persona. Egli ha il coraggio di dimenticare se stesso per guardare all'altro e impegnarsi in un altruismo "pericoloso".
? personale, fatto di vicinanza , di gesti concreti.
? totale, pieno, senza misure, senza calcoli di interesse
L'Associazione condivide il suo carisma anche attraverso il servizio in parrocchia, soprattutto prendendosi cura dell'educazione dei minori, attraverso attività di oratorio e visita alle famiglie.




STILE DI MISSIONE

20 Il nostro stile di missione si ispira direttamente alla parabola evangelica del "Buon Samaritano" (Lc 10, 30-37), la cui parafrasi ne definisce le modalità, le caratteristiche, le scelte e i percorsi di promozione umana e cristiana.

21 Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico… Cristo scende dal seno della Trinità per incontrare l'uomo nella miseria della sua condizione umana; l'uomo incappato nei briganti, assalito dal peccato, dal male, spogliato della sua identità e dignità di figlio di Dio. E' il mistero dell'incarnazione: la kenosi di Cristo che "pur essendo di natura divina, spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo, divenendo simile agli uomini".(Fil 2,6-7). E' la strada da Lui percorsa per riportare l'uomo alla sua origine divina, al cuore del Padre.
Come il Buon Samaritano bisogna "scendere" verso le povertà dell'uomo del nostro tempo per ricondurlo alla dignità di se stesso e all'incontro con Dio Padre.

22 Passandogli accanto…: Il cristiano che incarna lo spirito e la missione di Gesù Buon Samaritano, sceglie di passare accanto all'umanità ferita di oggi, rappresentata dalle nuove povertà materiali e spirituali.

23 Lo vide…: "Vede" con il cuore di Cristo, scopre la povertà, il bisogno di colui che avvicina; non và oltre, ha sempre lo sguardo rivolto verso gli altri, non ripiegato su di sé, sui propri problemi.

24 N'ebbe compassione…: Si fa trasparenza del cuore compassionevole di Cristo, rendendone presente e concreta la Sua umanità. Trasmette accoglienza della diversità, apertura e partecipazione al dolore altrui (sofferenza, fisica e morale), senza condannare (misericordia), condivisione del peso altrui (problemi, fatiche, necessità, speranze).

25 Gli si fece vicino…: Non teme di avvicinarsi per condividere la fragilità della condizione umana. Fa avvertire la vicinanza e la tenerezza di Dio Padre.

26 Gli fasciò le ferite…: Si adopera, attraverso gesti concreti, per alleviare la sofferenza dell'altro, del più povero, ferito soprattutto dalla mancanza di amore e di speranza. Scopre e cura le "ferite" particolari di ognuno, aiutando a liberarsi dal peso schiacciante del fatalismo, della rassegnazione passiva, del pessimismo, della rabbia vendicatrice, educando al senso profondo della sofferenza, alla pazienza, alla lettura della propria storia, alla luce della fede in Dio, autore della vita, che ha un progetto personale e unico per ciascuno di noi .

27 Versandovi olio e vino..: Cura le ferite attraverso "l'olio della consolazione, il vino della speranza" (cfr. Prefazio comune VIII): simboli della riscoperta dignità dell'uomo nel Battesimo. L'olio ricorda infatti l'unzione battesimale che rende re, profeti, sacerdoti, sostiene nella lotta contro il male, ricorda l'amore con cui Cristo ci fa ospiti Suoi (Cfr. Sl 22, 5); il vino richiama il sangue di Cristo versato per la nuova ed eterna alleanza che Dio stabilisce con ciascuno di noi, che si rinnova continuamente nella celebrazione dell'Eucarestia e ci ricorda che "dalle sue piaghe siamo stati guariti"…

28 Caricatolo sopra il suo giumento,(…) estrasse due denari..:
Si prende cura dell'altro a proprie spese, di tempo, denaro, energie ecc., portandone su di sé il peso e la responsabilità.

29 Lo portò a una locanda …: Accompagna il cammino del povero/ferito per sostenere la debolezza e la fragilità della sua condizione, attraverso l'ospitalità.
La "locanda" è il luogo accogliente in cui vivere la "convalescenza". È simbolo della fraternità, della chiesa, dell'ambiente condiviso con gli altri che aiuta a recuperare le risorse umane e spirituali e restituisce così dignità e senso al proprio vivere.

30 Si prese cura di lui…: Continua a prendersi cura dell'altro finché potrà stare in piedi da solo, avendo incontrato personalmente il Padre, Colui che si prende cura della vita di ciascuno e resta fedele per sempre.

31 Và e anche tu fa lo stesso: è questa la parola-chiave, il mandato per colui che si sente chiamato ad incarnare la missione di Cristo Buon Samaritano e anche per tutti coloro che hanno fatto esperienza diretta della compassione di Cristo nel contatto con la fraternità, i quali, guariti dalle proprie ferite sentono l'invito a piegarsi sulle ferite altrui: liberati vogliono liberare gli altri.
L'amore, la speranza ricevuti diventano amore/speranza donati, in un circolo continuo, aperto a tutti.
La ragione ultima del servizio all'altro è pertanto l'esperienza personale dell'amore di Cristo Buon Samaritano: Lui per primo si è piegato per curare le mie ferite perciò anch'io mi piego sulle ferite dell'altro perché insieme possiamo cantare la misericordia di Dio.




"MEZZI" PER VIVERE LA SPIRITUALITA'

Per poter vivere nella propria quotidianità la spiritualità del Buon Samaritano è necessario attingere la grazia direttamente dalla preghiera, intesa come tempo privilegiato per lasciarsi incontrare da Dio e aprirsi alle sue ispirazioni.
La preghiera oltre che essere individuale e di coppia (per chi vive nel matrimonio) si arricchisca della celebrazione Eucaristica comunitaria, di momenti di Adorazione in gruppo, di condivisione della Parola del Vangelo che illumini il cammino e plasmi il cuore secondo quello di Cristo.
La preghiera quotidiana aiuti a maturare un atteggiamento di gratitudine al Padre per tutti i suoi doni, per la forza dataci giorno per giorno, per tutto ciò che viviamo; ci apra alla fiducia nella Sua volontà, affidando a Lui ogni nostra preoccupazione perchè "Egli ha cura di noi"; gli affidiamo pertanto le nostre fatiche, prove speranze, insieme a quelle dei fratelli; la preghiera dunque non può che farsi intercessione per tante necessità conosciute, per tante sofferenze che scopriamo nei fratelli incontrati perché Gesù Buon Samaritano conceda a tutti il balsamo del Suo amore e nello stesso tempo rafforzi la nostra disponibilità a lasciarci ispirare da Lui il modo migliore per curare le ferite di chi ci vive accanto e che incontriamo nel nostro servizio, per essere sempre più e sempre meglio strumenti della Sua consolazione, testimoni della Sua speranza.


PREGHIERA

Padre misericordioso,
nel Cristo tuo figlio ci hai manifestato il tuo amore
per i piccoli e i poveri, per gli ammalati e gli esclusi.
Con la vita e la parola Egli annunziò al mondo che tu sei Padre
e hai cura di tutti i tuoi figli.
Donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli;
infondi in noi la luce della tua parola per confortare gli affaticati e gli oppressi.
Rendici aperti e disponibili verso tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino,
perché possiamo condividerne i dolori e le angosce, le gioie e le speranze.
Fa di noi degli autentici testimoni della tua speranza,
strumenti della tua consolazione perché, con l'aiuto dello Spirito santo,
le ferite dei fratelli possano trasformarsi in feritoie di grazia. Amen
(cfr Preghiere Eucaristiche V/b; V/c )

Giaculatoria da poter ripetere spesso: "O Gesù, Buon Samaritano, guarisci le ferite dell'umanità"





APPENDICE DI TESTI BIBLICI
… per alimentare e approfondire la spiritualità del Buon Samaritano

Passi Biblici riferiti alla consolazione:

Is 51, 12 "Io, io sono il tuo consolatore"
Is 54, 1-10

Mt 5, 4 "Beati gli afflitti…"
Mt 11, 28 "Venite a me…"
Gv 14, 26-27 "Ma il Consolatore…"
Gv 15, 11 "…la vostra gioia sia piena"
Gv 15, 26-27 "Quando verrà il Consolatore…"
Gv 16, 33 "…perché abbiate pace in me"
Gv 14, 1
Gv 20, 19 - 22
Rom 8, 31 - 39
2 Cor 1, 3 - 7
2 Cor 12, 9 - 10


……riferiti all' amore misericordioso del Padre, alla compassione del Figlio, che cura le nostre ferite

Is 49, 14 - 16
Ez 34, 8 - 16
Os 6, 1 - 3
Lc 4, 40 - 43
Lc 5, 12 - 16
Lc 6, 6 - 11
Lc 7, 11 - 17
Lc 15, 4 - 32 (parabole della misericordia)
Mc 7, 31 - 37
Gv 10, 1 - 18
Gv 11, 17 - 44
Gv 13, 1 - 17
1Pt 2, 24 - 25

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