CENTRO PADRE PINO PUGLISI BOSCO DI BOVALINO (RC)


Vai ai contenuti

Eventi

Domenica 25 marzo 2012
i ragazzi del Centro accompagnati dagli animatori e dalle suore della Fraternità Buon Samaritano, hanno trascorso una splendida mattinata a Tropea e assistito alla partita di pallavolo della Tonno Callipo ospiti dal Presidente Pippo Callipo







I ragazzi del Centro Padre Puglisi alla X marcia della penitenza a Paola

Come poteva mancare la presenza dei ragazzi del Centro Padre Puglisi alla X marcia della Penitenza!? Il 26 febbraio 2012 (prima domenica di quaresima) noi ragazzi del Centro abbiamo partecipato alla X marcia della penitenza a Paola. Siamo partiti in pullman da Bosco alle ore 8:00 e abbiamo affrontato un viaggio lungo ma divertente perché abbiamo avuto l'opportunità di conoscere meglio i nostri compagni. Arrivati alle 11:00 abbiamo partecipato insieme alla Santa Messa al Santuario dove sono custodite le reliquie di San Francesco e subito dopo abbiamo visitato i luoghi dove ha vissuto il Santo e dove sono avvenuti dei miracoli. Prima della Marcia abbiamo pranzato tutti insieme e subito dopo non poteva mancare il ritmo della tarantella, che è diventata un mezzo per farci conoscere e socializzare con gli altri giovani presenti, che volentieri hanno ballato con noi. Dalle 16:00 alle 18:00 abbiamo partecipato alla marcia dal tema "Amate la pace… amate il bene comune", che, anche se faticosa ci ha fatto riflettere su questo periodo di preparazione alla Pasqua. Nell'ultima parte della giornata abbiamo pregato insieme nella veglia che è stata organizzata nel nuovo santuario di San Francesco con la partecipazione del nostro vescovo Mons. Giuseppe Morosini. Stanchi ma contenti della giornata abbiamo affrontato il viaggio di ritorno con allegria raccontando divertenti barzellette, ballando e con un momento di riflessione sulla giornata trascorsa insieme.

Daniele Zappia - Alessandro Audino



Testimoniare l'accoglienza sull'esempio di "Don Pino Puglisi"


Una tre giorni dedicata a Don Pino Puglisi, al ricordo del suo martirio e al valore dell'accoglienza da lui portato avanti fino alla morte.
L'Associazione Don Pino Puglisi, presente a Bosco di Bovalino, nella Locride dal 2005 ha pensato di celebrare così Padre Giuseppe Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia nel quartiere Brancaccio, a Palermo, il 15 settembre 1993.
Il tutto fortemente voluto dalla Fraternità Buon Samaritano di cui è responsabile, Suor Carolina Iavazzo, la suora che con Don Pino lavorò a servizio dei ragazzi dal 1991 fino alla sua morte.
L'Associazione che opera nella Locride a servizio dei giovani e dei minori del territorio, accoglie durante l'anno più di 40 ragazzi che prendono parte alle attività ludiche, ricreative e formative proposte da Suor Carolina, dalle suore della Fraternità Buon Samaritano e dai volontari del posto che con gratuità si spendono per il cambiamento del proprio territorio.
La prima giornata di commemorazione e ricordo ha avuto come protagonisti proprio i ragazzi da lui tanto amati che hanno dato vita ad un torneo di calcetto nella struttura sportiva di recente costruzione, e che ha visto la partecipazione entusiasta dei ragazzi del centro e di altri piccoli centri limitrofi.
Molto partecipato anche il convegno dal titolo " Sulle orme di Padre Puglisi … testimoniare l'accoglienza" che si è svolto il 14 settembre alla presenza di autorità, associazioni e molta gente comune che con interesse ha ascoltato l'esperienza degli ospiti che con forza hanno ribadito più volte come la Speranza debba essere il motore per il riscatto del territorio della Locride.
E' Don Mimmo Battaglia, presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, il primo ospite a prendere la parola, parte proprio dallo specificare che Don Puglisi non era un prete antimafia ma un prete innamorato di Cristo che ha avuto il CORAGGIO DI ABITARE IL PROPRIO TERRITORIO e ha portato la Fede fuori dalla sacrestia. Ha esortato poi i presenti a non stare con le mani in mano e a non farsi sopraffare dalla rassegnazione del "tanto non cambierà mai niente", ha invitato a guardare l'altro come risorsa e ricchezza, nel vero spirito dell'accoglienza.
Il suo intervento è passato dal racconto di esperienze personali che hanno coinvolto i presenti alle citazione su Don Tonino Bello e Don Lorenzo Milani sulla disponibilità ad andare sempre incontro all'altro, a mettersi in gioco, a sporcarsi le mani per la giustizia. Alla fine del suo intervento un messaggio "Cambiare è possibile" abitando il proprio territorio e, come diceva Don Pino Puglisi, ognuno facendo la propria parte.
Dopo Don Mimmo Battaglia a prendere la parola è Deborah Cartisano, una donna semplice che con la sua dolcezza racconta una storia dura e dolorosa, il sequestro e la morte di suo padre, Lollò Cartisano, sequestrato a Bovalino dalla 'ndrangheta nel 1993, anno dell'uccisione di Padre Puglisi, e i cui i resti furono ritrovati in Aspromonte 10 anni dopo. Deborah spiega subito il perché della sua presenza ad un convegno che parla di accoglienza: innanzitutto racconta di come la casa al mare del padre sia diventata, dopo la sua scomparsa, dimora estiva per i bambini del centro diurno Don Milani, poi parla della grande prova che a dieci anni dalla scomparsa del papà ha dovuto affrontare ricevendo la lettera anonima di uno dei carcerieri del padre che chiedeva perdono e indicava il luogo in cui era stato sepolto. Quindi due grandi prove, accogliere l'altro che chiede il tuo perdono, elaborare il lutto e abbandonare ogni speranza di ritrovare una persona che in cuor tuo già sapevi morto, elaborare il lutto. E le parole tuonano nel salone "Maria Cataldo" che ospita il convegno, quando Deborah parla della sua apertura la Perdono per una persona che le ha fatto un dono, l'aver sperimentato la possibilità del cambiamento dell'Altro. E' questo il vero messaggio che ci lascia Deborah, il cambiamento è possibile e racconta di come l'ha sperimentato, di come la sua esperienza le abbia dato una "sferzata di fiducia verso l'uomo".
Infine l'intervento di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, la cosiddetta "città dell'accoglienza" grazie al lavoro di quest'uomo e dei suoi tanti concittadini, che hanno trasformato Riace un piccolo Centro della Locride, in luogo di accoglienza per i tanti immigrati che sbarcano da anni e con sempre maggiore intensità sulle coste calabre. E il suo intervento è ovviamente molto attuale. Racconta di figure come Don Natale Bianchi e Padre Giancarlo Maria Bregantini, che hanno cambiato la sua vita e che gli hanno trasmesso fiducia nell'altro, non visto come il diverso, ma come il fratello da aiutare e accogliere, racconta di progetti per l'inserimento socio - lavorativo di persone che scappano da guerre e fame senza sapere cosa gli riserverà il futuro, racconta di un paese, Riace che si stava lentamente spopolando e che negli anni ha visto aumentare i suoi abitanti nella multiculturalità ed ha visto risollevarsi l'economia grazie al recupero di mestieri e botteghe di un tempo.
Il convegno è stato moderato da Suor Carolina Iavazzo che oltre a sottolineare più volte di come la politica non abbia senso se non ha una risonanza nel sociale ha chiuso i lavori ribadendo con forza il messaggio di Don pino Puglisi "E se ognuno fa qualcosa, allora avremo fatto tanto" ed esortando i presenti ad essere aperti ad accogliere l'altro e a fare ognuno la propria parte.
La tre giorni dedicata al 18° anniversario della morte di Don Pino Puglisi si è conclusa con la celebrazione della S. Messa, presso la parrocchia di San Martino a Bosco S. Ippolito, molto sentita e partecipata e con la proiezione serale del film di Roberto Faenza "Alla Luce del Sole".


Centro | Attività | Accoglienza | Fraternità | Chi siamo | P. Pino Puglisi | Facebook | Eventi | Link | Mappa del sito

Cerca

Torna ai contenuti | Torna al menu