E se ognuno fa qualcosa.
E’ questo lo slogan scritto sulla lapide-ricordo in piazza Anita Garibaldi. Padre Puglisi ancora oggi ci lancia questa sfida. In un mondo in cui molti sfuggono agli impegni, al sacrificio, alle cose da adempiere e che costano, in un mondo in cui tutti delegano o peggio abdicano, in un mondo in cui è difficile assumersi le proprie responsabilità, figurarsi se ci si assume la responsabilità dell’altro, l’altro inteso come fratello, amico, compagno di viaggio che in qualche modo vuole condividere con noi la paura, il dolore, la solitudine, la speranza, la preghiera.
P. Puglisi aveva scelto il quartiere Brancaccio non come trampolino di lancio - non offriva nessuna promozione - non come una passerella per mostrare se stesso: era troppo umile per questo, non come rifugio per starsene tranquillo…Brancaccio ha troppo carbone ardente e P. Puglisi era troppo scomodo. Ma aveva scelto brancaccio per sfidare se stesso nel voler cambiare qualcosa, smontare qualche “sistema di troppo” e per questo lo chiamavano “u parrinu sbirru”. Aveva l’occhio lungo e il cervello fino, riusciva a intuire ancora prima di scoprire…ma poi aveva un cuore troppo grande, si impietosiva, si commuoveva per le tante ferite e insieme per la povertà materiale economica, sociale, morale e spirituale…voleva ricostruire gli animi e aprirli ad orizzonti nuovi in cui non dovevano più piegarsi di fronte ai “signori” del quartiere, non dovevano neanche più piegarsi e umiliarsi di fronte allo Stato per ottenere quello che era loro diritto, che gli era dovuto perché cittadini. Brancaccio stimava P. Puglisi come persona e come prete ma non tutti condividevano il suo stile di testimone scomodo…Voleva offrire il pane della speranza prima ancora del pane materiale ma ognuno doveva rimboccarsi le maniche, doveva fare qualcosa perché alla fine la vera libertà e dignità di un uomo è questa: promuoversi per promuovere gli altri e poter camminare a testa alta. Perché “se ognuno fa qualcosa” come diceva lui, il mondo può ancora sperare, il mondo può ancora sognare…
